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 | Oggetto: Non ti è lecito, non ti è lecito! Mer Feb 02, 2011 10:42 am | |
| DA ANNI, insieme a tre mie consorelle (suore Orsoline del S. Cuore di Maria), sono impegnata in un territorio a dire di molti «senza speranza». Un territorio, quello casertano, dove anche la piaga dello sfruttamento sessuale è assai presente (...). Oggi, osservando il volto di Susan chinarsi e illuminarsi in quello del suo piccolo Francis, ripensando alla sua storia - a 16 anni si è trovata sulle nostre strade come merce da comprare - sono stata assalita da un sentimento di profonda vergogna, ma anche di rabbia. Ho sentito il bisogno, come donna, come consacrata e come cittadina italiana, di chiedere perdono a Susan per l' indecoroso spettacolo a cui tutti stiamo assistendo (...).
Sono sconcertata nell' assistere come da «ville» del potere alcuni rappresentanti del governo, in un momento di così grave crisi, offendano, umilino e deturpino l' immagine della donna. Inquieta vedere esercitare un potere in maniera così sfacciata e arrogante che riduce la donna a merce e dove fiumi di denaro e di promesse intrecciano corpi trasformati in oggetti di godimento. L' indignazione è grande!
Come non andare con la mente all' immagine di un altro «palazzo» del potere, dove circa duemila anni fa al potente di turno, re Erode, il Battista gridò: «Non ti è lecito, non ti è lecito!».
A nome di Susan, sento di alzare la mia voce e dire ai nostri potenti, agli Erodi di turno, non ti è lecito! Non ti è lecito offendere e umiliare la «bellezza» della donna; non ti è lecito trasformare le relazioni in merce di scambio; e soprattutto oggi non ti è lecito soffocare il cammino dei giovani nei loro desideri di autenticità, di bellezza, di onestà.
Tutto questo è il tradimento del Vangelo, della vita e della speranza! Ma davanti a questo spettacolo una domanda mi rode dentro: dove sono gli uomini, dove sono i maschi? Poche sono le loro voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti. Nei loro silenzi c' è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c' è un grande bisogno di liberazione. E allora grazie a te, Susan, sorella e amica, per aver dato voce alla mia e nostra indignazione, ora posso, come donna consacrata e come cittadina, guardarti negli occhi e insieme al piccolo Francis respirare il profumo della dignità e della libertà. |
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